giovedì 19 aprile 2018

Recensione - "Chiedi al cielo" di Carmela Scotti

Buongiorno amici lettori, come procedono le letture?

Oggi vi lascio in compagnia di un romanzo che mi ha sorpreso positivamente, una scrittrice con un grande talento narrativo confermato in questo suo secondo lavoro. 




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"CHIEDI AL CIELO"


CARMELA SCOTTI

Casa Editrice: Garzanti

Pagine: 324, cartonato
Prezzo: 17,90 euro
Sinossi: qui


Carmela Scotti ha esordito nel 2016 con "L'imperfetta" dove suscitò un grande successo, infatti è stato finalista al prestigioso premio Calvino. Lessi molte recensioni positive e tanta era la mia curiosità riguardo a L'Imperfetta che lo acquistai e lo scaricai sul kindle, ma come spesso capita altri libri presero il sopravvento e ancora oggi aspetta paziente di essere letto. Così, appena adocchiai l'uscita imminente della sua seconda opera non ci pensai su due volte, convinta di fare finalmente la conoscenza di una nuova scrittrice italiana, l'ho letto e non me ne sono per niente pentita!

Vi anticipo subito che la storia che mi sono trovata davanti mi ha spiazzato in senso positivo. E' vero che mi aspettavo un romanzo dai toni forti ma non credevo che la penna della Scotti potesse crearmi dipendenza. L'autrice, infatti, è stata capace di catturare la mia attenzione dalla prima parola all'ultima, coinvolgendomi nei fatti tanto che anche a libro chiuso, pensavo sempre e comunque all'evolversi delle vicende. 

In "Chiedi al cielo" è la protagonista, insieme al fatto in sé che accade, a gettare le fondamenta per una narrazione dal ritmo serrato. Anna, mamma del piccolo Luca è sordomuta in seguito ad una grave forma di meningite contratta da bambina. Costretta a chiudersi in un mondo ovattato che esclude ogni forma di rumore, ma inconsapevole che il vero rumore non è quello che si sente con le orecchie bensì quello del cuore che quando vuole crea un gran trambusto. Ed è proprio ciò che accade a lei. Già dai primi capitoli l'autrice ci mette dinnanzi ad un atroce fatto, la scomparsa di Luca di appena nove anni uscito di casa un pomeriggio per andare dal panettiere e non fa più ritorno. Un breve tragitto di poco più di cento metri sono sufficienti per inghiottire Luca e far perdere dolorosamente le sue tracce. Da quel maledetto 27 dicembre il silenzio che avvolge Anna diventa insostenibile e l'attesa si fonde ad una disperazione straziante. Anna si ritrova con un bigliettino in mano a bussare alle porte di ogni condomino. Nessuno sa nulla, ma l'intuito di mamma la spinge a bussare insistentemente alla porta di Giona iniziando a nutrire qualche dubbio sul figlio di quest'ultimo, convinta del suo coinvolgimento. A questo punto la scomparsa di Luca lascia temporaneamente spazio ad un'altra storia. Accantoniamo per qualche capitolo il dolore di Anna e posiamo l'attenzione su Giona e il figlio Leonardo. Anche Giona come Anna è reduce da un grande dolore, prima la morte della moglie Paola per malattia, poi il dolore verso il figlio per la sua scelta inaspettata. Con la perdita della madre a cui Leonardo era molto legato, sussegue un periodo di depressione e carenza di autostima. Leonardo dal passato non semplice trova difficoltà nell'approcciarsi all'altro sesso, una serie di situazioni lo inducono quindi a fidarsi di persone sbagliate e senza scrupoli. Sarà la volontà di Giona a voler mettere ogni tassello al suo posto e scoprire chi o cosa ci sia dietro alla scomparsa del piccolo Luca e dietro agli eventi che hanno visto vittima Leonardo. 


"Chiedi al cielo" è un romanzo dove il lettore viene coinvolto emotivamente senza riserve in una trama ben congegnata grazie alle ponderate scelte compiute dall'autrice nel svelarci con parsimonia l'andamento dei fatti. Perfetto è il giusto equilibrio che l'autrice intessa tra ciò che vuole farci intendere e ciò che veramente è successo, infatti, più di una volta ha pilotato i miei pensieri verso un vicolo cieco per poi farmi ritornare indietro su i miei passi stupendomi davanti agli inevitabili colpi di scena, che certo non mancano! La Scotti ha dimostrato un grande talento nella scrittura intervallando il susseguirsi degli eventi con accurate similitudini utilizzate per descrivere fatti ma anche nell'esporre i sentimenti. Aspetto, questo, che ho particolarmente apprezzato!  
La sofferenza, il tormento e il senso di inquietudine prevale in ogni riga insieme all'amore che come da contrapposizione da lampi di luce e risveglia la speranza. Non riesco a definire questo romanzo triste perché anche se gli eventi ci inducano a pensarlo io ci ho visto altro. Una lettura ipnotica mi ha accompagnato fino all'epilogo e voltata l'ultima pagina ho tirato un sospiro di sollievo. 
Lo consiglio a chi ha voglia di leggere una storia insolita dove l'amore e la cattiveria camminano a braccetto trascinando il lettore in un vortice di mille sensazioni.



mercoledì 11 aprile 2018

Recensione - "Fai piano quando torni" di Silvia Truzzi



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FAI PIANO QUANDO TORNI


SILVIA TRUZZI

Editore: Longanesi

Pagine: 272
Prezzo: 16,40 euro
Sinossi: qui

Con "Fai piano quando torni" la Truzzi scrive un romanzo di solo donne, protagoniste di una storia dalle sfumature pastello ma dallo sfondo scuro e cupo. E' la forza di volontà del gentil sesso che consentirà di spazzare via il nuvoloso scenario per lasciar  filtrare l'arcobaleno e quegli spiragli di luce che danno tanta forza per una rinascita. 

Ci troviamo in una stanza d'ospedale con due letti occupati da due donne diversissime tra loro quanto il numero di anni che le distanzia d'età. Margherita trentaquattrenne e la signora Anna settantaseienne, metaforicamente le potremmo definire il diavolo e l'acqua santa!
Il diavolo è incarnato nella figura di Margherita, una ragazza viziata che ha avuto tutto dalla vita con estrema facilità, un caratterino per nulla accomodante e pervasa da un perenne velo di pessimismo. Margherita è scampata miracolosamente alla morte in seguito ad un incidente stradale e, malridotta si ritrova in un letto d'ospedale per ricucire non solo le ferite del corpo ma soprattutto quelle dell'anima. Mentre l'acqua santa è raffigurata nella signora Anna (che poi tanto santa non è!), un'anziana patita per le vestagliette color rosa, dai capelli platinati, bella in carne e logorroica a non finire. 
Entrambe hanno bisogno di riemergere dal precipizio dove la loro anima si è accomodata, entrambe hanno una inconsapevole necessità l'una dell'altra. Margherita e la signore Anna sono alla spasmodica ricerca, chi in un modo chi in un altro, di un appiglio, di una sicurezza, di un punto saldo da cui partire per rinascere e poi ricominciare.
La signora Anna dal passato ricco di sacrifici paradossalmente è lei a cercare un punto d'incontro con Margherita.  Le porge la sua esperienza di vita e cerca di trasmetterle un po' di quella forza di volontà che tante volte nella vita l'ha salvata.  Margherita reduce da un amore giunto al capolinea e da un lutto che fatica a superare, nonostante siano passati molti anni, si meraviglia della carica di entusiasmo della sua vicina e attraverso i suoi racconti intrisi di nostalgia e di un amore mai dimenticato inizia a vedere la sua vita da una diversa angolazione. Prendendosi per mano si raccontano confidandosi i loro segreti più reconditi.

"Fai piano quando torni" è un romanzo malinconico ma dolce allo stesso tempo. Sono di una tenerezza infinita le lettere d'amore che accompagnano l'inizio di ogni capitolo tra la signora Anna e il suo mai dimenticato amore Nicola. Lettere di una semplicità unica ma colme di amore e rispetto nonostante le strade di entrambi per uno strano scherzo del destino si siano separate.
Qualche parolina in più voglio invece spenderla sul finale che ho trovato un tantino costruito, sarà che mi ero immaginata o almeno speravo che gli eventi prendessero una piega diversa. Le ultime quindici pagine hanno in parte "sporcato" un romanzo dalla forte potenzialità narrativa scemando in un epilogo a mio parere asettico e dunque privo di coinvolgimento emotivo. 
Una storia dal retrogusto dolce amaro perfetta a chi è in cerca di un romanzo d'amore ben scritto, fluido nello stile e particolare nella trama.


giovedì 5 aprile 2018

Recensione - "Un ragazzo normale" di Lorenzo Marone

Buongiorno amici lettori! Oggi vi lascio in compagnia di un altro bel romanzo, sono strafelice di poterlo dire e orgogliosa della mia città Napoli che ho ritrovato in ogni riga di questa meravigliosa storia.

Il 22 febbraio è uscito in libreria il quarto romanzo di Lorenzo Marone, "Un ragazzo normale", edito da Feltrinelli. Sono solita correre in libreria mentre questa volta non è stato così...perché? Insomma, avevo una pila infinita di libri da leggere in attesa sulla mia scrivania e poi ho letto tante recensioni contrastanti che mi confondevano le idee. Ora, reduce dall'esperienza di Milano di non andare mai più alle presentazioni senza aver letto prima il libro, ho scombussolato tutti i miei piani librosi e ho fatto la conoscenza di Mimì. Una corsa contro il tempo per andare preparata all'incontro con Marone presso la libreria del mio paese, la Libreria Tasso.




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"UN RAGAZZO NORMALE"


LORENZO MARONE

Editore: Feltrinelli Editore

Pagine: 278
Prezzo: 16,50

Sinossi: Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l'anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all'ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un'agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de «Il Mattino» che cadrà vittima della camorra proprio quell'anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l'importanza dell'amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.


Ho iniziato a leggere "Un ragazzo Normale" ancora con Luce (protagonista di Magari domani resto) impressa nel cuore. Ora non avevo per nulla idea di cosa aspettarmi, l'unica certezza erano l'inconfondibile stile di Marone, le sue frasi ad effetto e quella sottile ironia che contraddistingue tutti i suoi romanzi. 

Il romanzo inizia parlandoci di Mimì da adulto che ritorna a Napoli nel quartiere o meglio nel palazzo dove è nato e dove ha vissuto gli anni più significativi della sua vita per visitare un appartamento messo in vendita.

"Le case disabitate le riconosci subito, hanno addosso il profumo dell'abbandono. Si, sono la muffa e la polvere ad arrivare per prime alle narici, ma subito dopo i più attenti si accorgeranno anche di quella zaffata antica pregna di vita vissuta, di ricordi."

In realtà Mimì non deve acquistare nulla, ha solo la necessità di gettare l'ancora e crogiolarsi nella malinconia e lasciarsi sopraffare dai mille ricordi. Ora ipotizzate di vedere un film e pigiare il tasto rewind, ecco...io ho immaginato proprio questo con la vita di Mimì, una sequenza di eventi emozionanti, unici, veri che scorrono a ritroso!
Napoli 1985, la prima neve in città, una spruzzatina di candidi fiocchi bianchi ricopre ogni cosa mentre lo sguardo meravigliato di un ragazzino si affaccia sul mondo. Mimì, il protagonista de "Un ragazzo normale", ha dodici anni, vive al Vomero in un bilocale al piano terra che divide con la mamma Loredana, il papà Rosario, la sorella maggiore Bea, il nonno Gennaro e la nonna Maria. La famiglia Russo, umile, dignitosa e "attaccata" alle tradizioni, trascina il lettore nella realtà di una città che negli anni che precedono l'ondata tecnologica ci riserva ancora aneddoti di vita quotidiana genuini e spensierati. Mimì, il nostro interlocutore, in prima persona si racconta, ci parla del suo fascino verso la lingua italiana tanto da spingerlo a sfogliare il vocabolario alla ricerca di parole più assurde da sfoggiare con amici e parenti, ci coinvolge nella sua passione verso i libri e in particolar modo per i fumetti, ci rende partecipe delle sue bizzarre fissazioni come quella di collezionare i manifesti dei defunti o quella incentrata sulla continua ricerca di un vero supereroe. Mimì, nato in una famiglia povera da genitori non acculturati fa fatica ad imporre la sua personalità "fuori dal comune", ma grazie all'amicizia con colui che lui stesso reputerà un supereroe diventerà un uomo, il ragazzino ingenuo che scorrazzava tra i vicoli del suo quartiere con un paio di scarpe da ginnastica consumate e un Super Santos sotto il braccio in compagnia del suo migliore amico Sasà, lascerà il posto ad un adulto consapevole che la vita, soprattutto in una città come Napoli è tutt'altra!
Ma Lorenzo Marone non ha solo narrato la storia di Mimì, ha genialmente affiancato al protagonista la figura di Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra a soli 26 anni. Giancarlo Siani nel romanzo incarna la figura del supereroe agli occhi del giovane Mimì, una guida e un esempio da seguire. Ma ci tengo a precisare che "Un ragazzo normale" non è un libro su Giancarlo Siani, ma un libro con Giancarlo come lo stesso autore puntualizza nell'epilogo. 

Avrei tante cose da dire su l'ultima fatica di Lorenzo Marone, ma il resto voglio farlo scoprire a voi se avrete la fortuna di imbattervi in queste righe. L'autore con il suo stile al limite dell'ironia, frizzante ricco di  frasi da sottolineare per poi rileggere crea un rapporto empatico con i suoi personaggi e ci fa innamorare della storia. Prima Cesare, poi Erri, penultima Luce ed infine Mimì con il suo supereroe, ci descrive una Napoli dalle mille contraddizioni, dai mille colori e odori. Il dialetto, presente anche in questo ultimo romanzo, sottolinea i tratti inconfondibili di una prosa che nella sua eleganza ci regala storie velate di malinconia, piene di vita vissuta e ricca di sfumature che solo Napoli nella sua unicità può concedersi.
Negli anni ottanta avevo appena un paio di anni ma i proverbi che il nonno Gennaro elargisce e le figure di contorno come donna Concetta, il salumiere o ancora il senzatetto Matthias ho avuto l'impressione di vederli, forse perché Napoli è ancora piena ti tutto questo e tanto ancora!

"Perché alla fine di quella terribile e magnifica estate capii che gli unici superpoteri a disposizione di noi poveri umani sono i rapporti che riusciamo a costruirci, gli amori, le amicizie, gli affetti. Sono la qualità di queste relazioni a fare la differenza fra chi è  super e chi, forse, lo è un po' meno."

lunedì 2 aprile 2018

Novità in libreria - Aprile 2018

Felice lunedì amici lettori! 

Buona pasquetta a tutti e mi raccomando insieme al panino, alla pastiera e al casatiello non vi dimenticate di mettere nella borsa un bel libro! I primi giorni del mese per me sono dedicati alle prossime uscite. Cosa ci attende sugli scaffali delle nostre librerie? Scopriamolo insieme!
Buona lettura!





Titolo: Una frase, un rigo appena

Autore: Manuel Puig
Editore: SUR. Nuova serie
Prezzo: 16,50 euro

In libreria dal 14 aprile 2018

Sinossi: Juan Carlos Etchepare è un uomo bellissimo. Intorno a questo dongiovanni di procincia, da tempo marchiato dalla tisi, si intrecciano le vicende di un universo femminile che frequenta i cinema, ascolta gli sceneggiati radiofonici e le canzonette alla moda nel tentativo di trovare quella stessa musica nella vita reale. C'è Nené, la fidanzata tradita; Mabel, l'amante ricca e libertina; la vedova Di Carlo, pronta a rompere ogni convenzione sociale pur di stare accanto all'uomo che desidera; e Celina, la sorella di Juan Carlos, ormai considerata da tutti una zitella facile. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1971 e qui riproposto nella traduzione di un grande ispanista come Angelo Morino, Una frase, un rigo appena è una rivisitazione letteraria del classico feulleton; un romanzo in cui Manuel Puig fa quello che sa fare meglio: registrare frammenti di vita che tendono a passare inosservati - conversazioni private, album fotografici, verbali di polizia, lettere e diari -, raccontando la provincia argentina degli anni Trenta, con le sue ipocrisie e le sue contraddizioni, e regalandoci al tempo stesso una storia dal sapore universale.


Titolo: All'ombra di Julius
Autore: Elizabeth Jane Howard
Editore: Fazi Editore
Pagine: 450
Prezzo: 20,00 euro

In libreria dal 9 aprile 2018

Sinossi: Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occupata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concentrarsi sulla carriera di pianista. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini, legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.



Titolo: La sera delle promesse
Autore: Lorraine Fouchet
Editore: Garzanti 
Pagine: 240
Prezzo: 17,90 euro

In libreria dal 5 aprile 2018

Sinossi:L’ultima promessa che Jo fa alla moglie è la più difficile da mantenere: la promessa di un futuro migliore. Un futuro migliore per i loro figli sempre più persi in esistenze incolori. Ma Jo non sa da dove cominciare perché si è dedicato totalmente alla carriera a scapito di un vero legame con loro. Dopo averli riuniti tutti insieme nella loro casa in Bretagna per la prima volta dopo anni guarda i suoi figli negli occhi e vede la malinconia di cui parlava sua moglie. Vede nello sguardo di Cyrian il rimpianto per un matrimonio che sembra basarsi ormai solo sulle convenzioni e per il mancato rapporto con sua figlia. Vede nell’apparente freddezza di Sarah e nella sua voglia di rimanere da sola una ferita del cuore che non si è mai ricucita. Per tenere fede alla parola data, Jo deve aiutarli a credere di nuovo nell’amore e a non aver paura dei propri sentimenti. Deve scoprire di nuovo cosa vuole dire essere un padre e tornare nelle loro vite provando a rimetterli sulla strada verso la serenità. Piano piano, grazie a lui, Cyrian scopre che in fondo è ancora innamorato della moglie e che per parlare con la figlia basta farle arrivare il suo affetto. E Sarah non ha più paura di lasciarsi andare e affidarsi a qualcuno. Perché non c’è niente di più forte di quello che lega una famiglia per ritrovare sé stessi e non sentirsi più soli. Perché non è mai troppo tardi per regalare un sorriso che illumina il futuro di sfumature inaspettate. La sera delle promesse grazie al passaparola dei lettori dalla Francia ha conquistato tutto il mondo. A pochi giorni dall’uscita ha subito dominato le classifiche. Un romanzo che insegna a guardare la vita da un nuovo punto di vista. A volte basta solo cambiare prospettiva per riscoprire la magia di quello che si ha o di quello che è proprio accanto a noi anche se non riuscivamo a vederlo.




Titolo: Due estati

Autore: Thomas Williams

Editore: Nutrimenti
Collana: Greenwich
Pagine: 464
Prezzo: 20,00 euro

In libreria dal 5 aprile 2018

Sinossi: La storia d'amore fra due giovani e il loro ingresso nell'età adulta, sullo sfondo di una nostalgica America di metà Novecento. Due estati narrate in parallelo: una duplice storia di formazione, femminile e maschile, che diventa spaccato di un'epoca e di una generazione. L'ultimo romanzo, finora inedito in Italia, pubblicato da Thomas Williams, voce singolare della letteratura americana del Novecento, scrittore amato da autori come Stephen King, John Irving e Andre Dubus III, autore dell'acclamato "I capelli di Harold Roux", vincitore del National Book Award.




Titolo: Lunissanti

Autore: Anna Melis
Editore: Frassinelli
Pagine: 300
Prezzo: 17,90 euro

In libreria dal 17 aprile 2018

Sinossi: È la mattina di Lunissanti del 1918 quando la famiglia Cherchi al completo attraversa i campi per attendere alla messa. Lauretta, la più piccola delle sei figlie, osserva con ammirazione e affetto la sorella Ada e il cugino Andrea chiacchierare e poi sparire, nel brusio sconvolto e generale del paese. Ada è una quattordicenne ingenua e sognatrice; non ha capito la portata di ciò che ha fatto, né ha idea di cosa l'aspetti una volta a casa. Nel paesino sardo di campagna vigono ancora le "regole" di una superstizione quasi medievale. Giugno 1922. Un'alluvione si abbatte su Castelsardo, spazzando via il tetto di Casa Cherchi e trascinando lungo il fiume il corpo inerme di un fuggiasco. Ada lo salva e, nonostante lui sia in coma e lo veda solo per pochi giorni, se ne innamora. Niente e nessuno riuscirà a convincerla di non perdere la propria vita dietro un fantasma. Nemmeno il dottor Manca che la seguirà durante i crolli nervosi e le malattie. Solo il ritorno del ragazzo e lo scontro con la realtà costringerà Ada a guardare con lucidità dentro al suo cuore.


Titolo: L'amica perduta e ritrovata
Autore: Julie Buntin
Editore: Frassinelli
Pagine: 300 
Prezzo: 17,90 euro

In libreria dal 3 aprile 2018


Sinossi: Con questo romanzo, Julie Buntin ha segnato uno degli esordi più interessanti della letteratura americana degli ultimi anni; ma la notorietà, per questa giovane autrice del Michigan, era già arrivata, in seguito alla pubblicazione da parte della rivista The Atlantic di un suo saggio, intitolato She's Still Dying on Facebook («Lei sta ancora morendo su facebook»), nel quale indagava con rigore, passione e commozione il tema della morte nell'epoca dei social network, che trasformano il lutto in una dimensione perpetua, una reiterazione infinita del dolore. E questo è anche il tema de L'amica perduta e ritrovata, che racconta la storia di una di quelle amicizie che possono esistere solo tra ragazze adolescenti, come sono Cat (Catherine) e Marlena. Cat è appena arrivata a Silver Lake, sul lago Michigan, da Detroit, dopo il traumatico divorzio dei suoi genitori. È una ragazzina timida, introversa, e traumatizzata dall'aver visto tutte le sue certezze dissolversi in poche settimane. Marlena, invece, che a Silver Lake ha sempre vissuto, è diversa: intanto, è bellissima, e soprattutto la vita l'ha già obbligata a crescere, molto, molto in fretta. Il padre produce e spaccia metanfetamina, la droga che ha fatto andare fuori di testa sua madre, oggi finita chissà dove. E Marlena ha sviluppato una forza feroce e selvaggia, che si traduce in una disperata voglia di vivere, e in un altrettanto disperata ricerca delle emozioni più estreme. Cat e Marlena troveranno nell'altra una sorta di parte mancante di sé, e la loro amicizia si rafforzerà nel pieno della tempesta adolescenziale, alimentata dall'inizio dell'uso di massa, proprio in quel periodo, dei social network. Sarà poi il destino, a cambiare le cose, a intromettersi brutalmente tra loro e a separarle. Ma sarà davvero una separazione, o la storia di Cat e Marlena si rivelerà la conferma che l'amicizia è una sola anima che abita in due corpi, un cuore che batte in due anime?



Copertina Le rose di ElizabethTitolo: Le rose di Elizabeth
Autore: Nikola Scott
Editore: Giunti
Pagine: 480
Prezzo: 15,90 euro

In libreria dal 18 aprile 2018


Sinossi: Addie ha sempre avuto un rapporto difficile con sua madre, la famosa e stimata professoressa Elizabeth Harington, di cui non si è mai sentita all'altezza, soprattutto dopo aver scelto di diventare una semplice pasticciera. Adesso che Elizabeth non c'è più, Addie non può certo immaginare che tutto quello che aveva sempre creduto di sapere su sua madre verrà messo completamente in discussione: un giorno un'estranea compare alla porta dicendo di essere la sua sorella gemella. Sta dicendo la verità? Chi era realmente Elizabeth Harington? Quale ombra si cela nel suo passato? Una borsa di Hermés, una rosa nascosta in un libro, delle vecchie foto sono gli indizi che le ritrovate sorelle Addie e Phoebe seguiranno per mettersi sulle tracce della loro storia familiare. Una storia che le porterà nella magnifica tenuta di Hartland House, nel 1958. Qui la giovane Liz viene mandata in vacanza perché si svaghi in compagnia di altri ragazzi, smettendo almeno per un po' di pensare alla madre in fin di vita. Dapprima triste e isolata, Liz comincia a confidare al suo diario le avventure di un'estate indimenticabile che cambierà per sempre il suo destino...



Titolo: La scrittrice del mistero
Autore: Alice Basso
Editore: Garzanti
Pagine: 366
Prezzo: 17,90 euro

In libreria dal 26 aprile


Sinossi: Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell’umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori vienti di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio di Vani e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l’amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.



Titolo: Sara al tramonto
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Rizzoli
Pagine: 360
Prezzo: 19,00 euro

In libreria dal 10 aprile 2018


Sinossi: Maurizio de Giovanni dà vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l'invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall'anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l'unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un'unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla.

sabato 24 marzo 2018

Recensione - "Le Assaggiatrici" di Rosella Postorino

Prima recensione dopo l'esperienza a Tempo di Libri! Eccomi a parlarvi di un romanzo bello, bello e bello, un gioiellino unico e raro da custodire nella propria libreria. Una storia che si fa amare nella sua eterna amarezza!



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LE ASSAGGIATRICI


ROSELLA POSTORINO

Editore: Feltrinelli

Pagine: 285
Prezzo: 17,00 euro

Sinossi: La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell'autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un'ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la "berlinese": è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure - mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer - fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.


Quando ad un libro associo il volto di chi su quella storia ci ha creduto e lavorato si crea un magnifico incantesimo, un filo invisibile mi lega all'autore e l'ultima pagina che volto è destinata a lasciarmi un senso di vuoto, una mancanza indescrivibile. Questo è ciò che mi è accaduto con "Le Assaggiatrici" di Rosella Postorino, conosciuta a Tempo di Libri dove ho assistito alla presentazione del romanzo in parte rovinata dai troppi spoiler! Ma a parte questo, Rosella (che in realtà si chiama come me Rosa) è una ragazza dolcissima e disponibilissima e la dedica ne è la conferma!

Aspetto l'incanto! E in effetti l'incanto ci è stato! L'autrice ha preso ispirazione da una storia vera per romanzarci un periodo storico conosciuto a tutti ma sotto una diversa lente. Milioni i libri che ricordano il nazismo e i suoi orrori ma in Le Assaggiatrici ciò che emerge sono le figure delle dieci donne chiamate dal Furher per assaggiare i suoi cibi.  
Rosa Sauer ha ventisei anni quando decide di trasferirsi nella Prussia orientale dai genitori del marito partito per il fronte, per sfuggire alla guerra. Ed è qui che Rosa andrà incontro a un destino amaro, diventerà un'assaggiatrice del Fuhrer e per tre volte al giorno, colazione, pranzo e cena combatterà con la morte!

"All'inizio prendiamo bocconi misurati, come se non fossimo obbligate a ingoiare tutto, come se potessimo rifiutarlo, questo cibo, questo pranzo che non è destinato a noi, che ci spetta per caso, per caso siamo degne di partecipare alla sua mensa."

Rosella Postorino ha deciso di raccontare la storia di queste donne dopo aver letto su un giornale italiano un articolo dedicato a Margot Wolk, ultima assaggiatrice di Hitler ancora in vita. Completamente sedotta dalla vita di questa donna, la Postorino decide di contattarla ma senza ricevere nessuna risposta se non quella della sua dipartita. La curiosità cresce tanto che l'autrice si convince a dedicare loro una storia. "Le assaggiatrici" è il frutto di un accurato lavoro di ricostruzione storica che scava nei meandri della mente di dieci donne tutte diverse tra loro ma accomunate da un unico destino, trovarsi intorno al tavolo della mensa di Krausendorf per assaggiare i cibi cucinati per Hitler. Un quotidiano appuntamento con la morte, in fondo la guerra è questa, un continuo sopravvivere senza avere alcuna facoltà di ribellarsi!
E Rosa Sauer non ha altra scelta che seguire gli ufficiali delle SS che dal candore della sua vita la catapultano in un mondo parallelo contaminato dalla guerra. Viviamo insieme a Rosa la vita delle assaggiatrici, la paura che stringe la bocca dello stomaco ogni qual volta si è costretti a ingerire un boccone e la consapevolezza di morire senza essere fucilate ma fare una morte in sordina. Rosa cerca di fare amicizia con le altre donne, all'inizio si respira un clima di diffidenza ma poi lo spirito di sopravvivenza plasma i loro caratteri e la classica solidarietà femminile inizia a emergere pian piano. Ma le assaggiatrici sono pur sempre delle donne con i mariti partiti per la guerra, dispersi, morti o vivi, sono donne che hanno bisogno di sentirsi vive. Non mancheranno amori segreti e comportamenti compromettenti, la malinconia per i propri cari e la rassegnazione verso un destino inimmaginabile. 
Ne "Le assaggiatrici" ci scandaglia l'aspetto psicologico della protagonista, una donna forte ma tendenzialmente sola dove un susseguirsi di avvenimenti decidono per lei, o almeno è questa la sensazione che ho avuto. Una storia che coinvolge fin dalla prima pagina adottando un ritmo più incalzante verso la seconda metà dove gli eventi ci trascinano nella vita di Rosa. L'unica pecca, se così posso dire sono state le ultime trenta pagine dove l'autrice ha deciso di sintetizzare al massimo facendo un volo pindarico verso un futuro che non mi sarei mai immaginata. Avrei preferito qualche pagina in più in questa ultima parte che meglio spiegasse il perché del comportamento di Rosa e di Gregor. Nel complesso però è un gran bel libro che consiglio con tutto il cuore. 

Le Assaggiatrici ci narrano di riflesso uno spaccato di storia attraverso gli occhi di donne tedesche. Il cibo, alimento indispensabile per il corpo e per la mente in questa storia diventa uno strumento di mediazione con la morte. Morire avvelenate è il loro terrore, un ulteriore terrore che va  a sommarsi con l'assurdità di una mente distolta quale quella di Hitler che ha imprigionato nei suoi piani milioni di persone trasformando l'essere umano in un burattino alle sue dipendenze. 
Se ancora non avete letto questo capolavoro fatelo, giuro che non ve ne pentirete!

lunedì 19 marzo 2018

Il mio gruppo di lettura "Cuore di Libro"consiglia...

Buon lunedì cari lettori, è da tempo che non vi parlo del mio gruppo di lettura "Cuore di libro" e delle nostre letture condivise. E' consuetudine che ogni mese ci riuniamo presso la libreria del mio paese, la Libreria Tasso, e discutiamo del libro letto e insieme scegliamo la storia che ci terrà compagnia il mese seguente. Oggi ho voglia di parlarvi della nostra prossima lettura che magari potrà essere anche la vostra! Il romanzo in questione ci è stato consigliato da un'insegnante di lettere che dice del libro - una narrazione di spessore ovvero uno di quei libri che rientrano nella categoria di quelli "assolutamente" da leggere nella vita. Incantati dal suo entusiasmo abbiamo scelto all'unanimità di leggerlo e io di condividerlo con voi.


«L'amante è la storia di un doppio inseguimento. Adam avverte nella moglie un mistero: non sa chi sia la donna amatissima che gli giace accanto nel letto, e che sogna continuamente: la insegue senza raggiungerla mai. Insieme a lei insegue il suo amante: un gentile, assente, malinconico spettro ebraico, che forse incarna la perduta anima d'Israele. La figlia, Dafni, cogli occhi scintillanti e infantili, incarna il principio di realtà. Ma anche a lei sfugge qualcosa: il mondo arabo, che vive accanto e dentro Israele».
Pietro Citati





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L'AMANTE


ABRAHAM B. YEHOSHUA

Editore: Einaudi

Collana: Super ET
Traduttore: A. Baehr
Pagine: 436 - brossura
Prezzo: 14,00 euro

Sinossi: Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenario de L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autore si affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, ai desideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietario di una grande officina meccanica; le riflessioni della figlia Dafi, quindicenne insonne e ribelle; i sogni della moglie Asya, intellettuale precocemente ingrigita; gli stupori di Na'im, giovane operaio arabo; i vaneggiamenti della novantenne Vaduccia; e infine il resoconto stupefatto di Gabriel, l'amante scomparso. Mondi lontani, a dispetto dell'amore; voci tanto vicine quanto diverse siglano l'impossibilità di conoscere veramente chi ci vive accanto.



Abraham B. Yehoshua

Abraham B. Yehoshua (Gerusalemme 1936), insegna letteratura comparata presso l'Università di Haifa. I suoi romanzi sono: L'amante(1977, tradotto in quindici lingue), Un divorzio tardivo (1982), Cinque stagioni (1987), Il signor Mani (1990), Ritorno dall'India (1994), Viaggio alla fine del millennio (ultima edizione ET Scrittori, 2017), La sposa liberata (2002), Tre giorni e un bambino (2003), Il responsabile delle risorse umane (2004), Fuoco amico (2008 e 2009), La scena perduta(2011) e La comparsa (2015), tradotti in Italia da Einaudi, che ha anche pubblicato Il lettore allo specchio (2003), Tutti i racconti (1999), i saggi Il potere terribile di una piccola colpa, Etica e letteratura (2000), la commedia Possesso (2001), gli articoli Diario di una pace fredda (1996), il saggio Antisemitismo e sionismo (2004), il libretto d'opera Viaggio alla fine del millennio, tratto dall'omonimo romanzo, e la raccolta di saggi Il labirinto dell'identità. Scritti politici (2009). Nel 2005 sono uscite la raccolta di racconti L'ultimo comandante, la pièce Una notte di maggio e i due racconti illustrati da Altan raccolti in Un cagnolino per Efrat. Nel 2009 Einaudi ha pubblicato il volume Trilogia d'amore e di guerra che riunisce i romanzi L'amante, Un divorzio tardivo eCinque stagioni; nel 2013, il dramma in due atti Camminano forse due uomini insieme?.




Cosa ne pensate? Conoscete l'autore? Avete letto questo libro? Personalmente la trama mi affascina molto soprattutto l'ambientazione...amo questo tipo di storie!!!
E visto che ho parlato del mio gruppo di lettura, colgo l'occasione per salutare le mie lettrici silenziose, Paola, (si Paola sei proprio tu!) spero di tenerti compagnia nei tuoi viaggi in treno e Lucia, un'amica speciale divoratrice di libri, ma un saluto speciale va a Angela, una libraia meravigliosa ideatrice del nostro gruppo sempre molto disponibile e gentile.
Buona lettura!!!  

mercoledì 14 marzo 2018

Il mio Tempo di Libri 2018

Risultati immagini per tempo di libri immagineBuon mercoledì cari amici incantati!

Ritorno alla solita routine dopo un meraviglioso week-end milanese. Quest'anno è stata la mia prima volta a Tempo di Libri, un viaggio organizzato per l'occasione ma anche per festeggiare il mio compleanno che cadeva proprio in quelle date. Ho letto che questa seconda edizione ha avuto un grande successo (e sono strafelice) complice anche il cambiamento di location, infatti l'evento si è trasferito alla Fiera Milano City molto più centrale e facilmente raggiungibile.



Sono partita venerdì col treno delle 9.30 da Napoli destinazione Milano Centrale con arrivo previsto per le 14:20. Fortuna che ci sono i treni veloci!!! Santo Italo!!! Insomma l'adrenalina si è fatta sentire e una volta arrivata a Milano non stavo più in me, solo dieci minuti di metropolitana e sono arrivata in fiera. 


Ho "spedito" il maritino in albergo e mi sono diretta con il mio blogger pass all'ingresso. Il primissimo incontro è stato con le bancarella blogger e altre blogger di nuova conoscenza (scusate se non faccio i nomi di tutte ma ho paura di dimenticarmi qualcuna!!!), e insieme abbiamo assistito alla presentazione di "Uomini che restano" di Sara Rattaro. Per fortuna avevo già letto il libro perché è stato raccontato praticamente tutto (aspetto questo che non ho gradito ma successivamente mi è stato riferito che era stato voluto dall'autrice!), foto di rito e autografo concludono la mia prima tappa. 


Subito dopo mi sono diretta verso la sala dove si svolgevano gli incontri alla ricerca della mia amata Paola Calvetti e ops...mi sono voltata e l'ho vista seduta su un divanetto, subito mi sono precipitata verso di lei e dopo le dovute presentazioni abbiamo chiacchierato per un po' come due vecchie amiche (una bellissima sensazione!). Mi ha raccontato de "Gli Innocenti", di come è nata la storia di Jacopo e Dasha e in gran segreto mi ha confidato che la parte riguardante Dasha è ispirata a una storia vera (shhhhhh!), volutamente affiancata a quella romanzata di Jacopo.


Ho salutato la Calvetti e sono corsa al Padiglione 3 (ho macinato kilometri sulle scale mobili per spostarmi da un padiglione all'altro!) per assistere alla presentazione di Silvia Truzzi e il suo romanzo d'esordio "Fai piano quando torni". Un piacevolissimo incontro reso frizzante dall'intervento di Piff che ha rallegrato il pubblico con il suo modo disinvolto e sincero. Anche qui foto di rito con l'autrice e autografo il tutto accompagnato da sorrisi e abbracci.



Il mio primo pomeriggio a Tempo di Libri è finito qua, la stanchezza ha preso il sopravvento e quindi  sono rientrata in albergo per rifocillarmi.
Il giorno dopo (sabato) dopo una abbondante colazione sono ripartita più carica che mai! Sono entrata in fiera poco dopo l'apertura e la mia prima tappa è stata Libraccio (e qui ho fatto danni, il portafoglio ha piantoooo) ho portato a casa una marea di libri i super sconti sono stati troppo una tentazione e ovviamente ne ho approfittato alla grande! In mattinata ho avuto il piacere di incontrare altre colleghe blogger e Denise Aironica allo stand Dalrai Edizioni dove promuoveva il suo nuovo romanzo (dolcissima Denise!). Qui ho fatto anche la conoscenza di Daniela Volontè autrice di "Buonanotte amore mio" che ho recensito un po' di tempo fa nel blog. Nel frattempo il maritino mi ha raggiunta, altro giro tra gli stand e via dritti a Casa Corriere dove ad accogliere un pubblico gremito è stato Donato Carrisi.


Una simpatica chiacchierata su come nascono le sue storie da thriller, sulla sua persona e sull'impatto che il male ha e di come stranamente viene ricordato anche a distanza di anni. Il tempo è volato, ho ripreso la mia borsa carica di libri e mi sono diretta verso la presentazione di Clara Sanchez e il suo ultimo romanzo "L'amante silenzioso" più che altro sono stata spinta dalla curiosità di vederla di persona, infatti non sono riuscita a seguire tutto l'incontro in quanto dopo circa mezz'ora mi aspettava la tanta attesissima presentazione di Rosella Postorino con "Le assaggiatrici". Per quest'ultima una fila lunghissima di persone occupava l'intero spazio antistante le sale, peccato che l'incontro in se non ha soddisfatto le mie aspettative, sempre troppo spoiler e io che non avevo terminato il libro volevo scomparire, ma tutto sommato sono stata felice di conoscerla e scoprire l'origine della sua idea nel scrivere questo romanzo. Ora vi starete chiedendo il maritino in tutto questo dove si trovava? Bhè nella sala accanto ad assistere alla presentazione di un libro in cui vedeva ospite Nadia Toffa conduttrice e inviata delle Iene! Hai capito un po'!!! Alla fine si è divertito anche lui!!!!

La mia avventura a Tempo di Libri è durata solo due giorni ma sono stati giorni intensissimi ed emozionatissimi. Tante le persone incontrate, tanti i sorrisi scambiati e tanti i libri visti, sfogliati e comprati. L'atmosfera è stata unica e oltre alla gioia di aver incontrato tanti autori mi porto a casa l'entusiasmo di condividere questa mia meravigliosa passione con persone che fino al giorno prima erano solo una grafica su uno schermo e invece anche solo salutarle per qualche minuto mi ha scaldato il cuore. Stanca ma felice sono rientrata a casa dai miei bimbi lasciando a Milano un pezzetto del mio cuore e la promessa di rivederci l'anno prossimo! Tempo di Libri mi manchi!!!!